venerdì 22 agosto 2008

La luna e l'imbecille

Il Dalai Lama in visita in Francia incontra Carla Bruni mentre il marito come diversi suoi colleghi europei, tra cui anche i nostri, diserta, dimostrando tutto il coraggio di questa europea chiacchierona ed inconsistente. Sua Santità rilascia un 'intervista a Le monde in cui da conto di una strage di tibetani nella regione di Kham perpetrata dalle truppe cinesi. Nell'articolo viene citato il numero delle vittime, particolare che poi viene smentito da una nota dei portavoce del Dalai Lama. Si scatena tutta una girandola di notizie, commenti, giudizi che mettono in dubbio tutto e il contrario di tutto, è sufficiente farsi un giro sui siti dei maggiori quotidiani italici e non. Tutto ciò mentre il Tibet sopravvive, (ancora per quanto?), da oltre mezzo secolo alla feroce dominazione da parte di un regime totalitario che negli anni ha cambiato faccia, ma che ha mantenuto intatta la sua natura. Un milione e duecento mila morti, detenzioni arbitrarie, torture, lager, distruzione sistematica di tutto ciò che rappresenta la cultura tibetana templi, palazzi, testi sacri. Viene razziato l'ambiente, stravolta l'architettura delle città, si attua una politica d'immigrazione di etnie cinesi in territorio tibetano così da portare a termine un genocidio per diluizione, sterilizzazioni forzate. Lì per lì rimango un tantino inebetito e quasi quasi mi lascio inghiottire da questa rappresentazione, poi rifletto un'attimo e arrivo alla conclusione che le sopra citate prese di posizione da parte dei mezzi d'informazione, (si fa per dire), rimandano al dito che indicava la luna ed all'imbecille che guardava il dito.
E allora che si fa? Strada alternativa:"Tibet il fuoco sotto la neve" di Palden Gyatso prefazione del Dalai Lama, Sperling & Kupfer editori. La testimonianza di straordinario monaco tibetano sopravvissuto a oltre 30 anni di prigionia, torture e maltrattamenti scampato alla morte grazie anche all'intervento di Amnesty International. Un primo passo nelle direzione giusta, cercando di essere meno imbecilli volgendo lo sguardo alla luna.

2 commenti:

calendula / trattalia ha detto...

BUONGIORNO SIGNOR P. MI PERMETTO DI DARTI DEL TU NONOSTANTE LA DIFFERENZA DI ETA', GRAZIE PER IL SUGGERIMENTO DEL LIBRO, IN FAMIGLIA PARLIAMO DELLA QUESTIONE DEL TIBET DA TANTO, MA SIA GIORNALI CHE INTERNET SONO AVARI DI NOTIZIE CONSISTENTI, SONO RIMASTA BASITA ANCHE IO DALLA TOTALE MANCANZA DI CARATTERE DA PARTE DELL'EUROPA, CHI NON HA RISORSE NATURALI E ARMI CHE GLI PERMETTANO DI STARE TRANQUILLI DEVE LECCARE I PIEDI ALLE POTENZE DELL'UNA E DELL'ALTRA PARTE, ANCHE PER LA GUERRA IN GEORGIA, TUTTO L'INTERESSE INTERNAZIONALE ( MENTRE IN DARFOUR.... GUERRA SENZA CHE NESSUNO FIATI) E PER I GASDOTTI E PER I RAPPORTI COMMERICIALI... TRISTEZZA!!!

Il Signor P. ha detto...

@ calendula
Ti ringrazio per aver voluto attraversare la cruna dell'ago ed aver lasciato una tua traccia. Puoi darmi tranquillamente del tu.
Anche per il Darfour il governo cinese ha grosse responsabilità, come membro permanente del consiglio di sicurezza dell'ONU blocca ogni iniziativa che porti al contrasto della politica genocida del governo sudanese, il quale ringrazia con forniture energetiche. La guerra in Georgia mi ha fatto pensare tra le altre cose alla distruzione della Cecenia e del suo popolo. Non si ha sufficiente memoria per tutti i drammi del nostro tempo? Unendo le forze, le energie, le speranze e i saperi si può far fronte al senso d'impotenza e straniamento che ci colpisce.