Si festeggia il 25 aprile non per ripetere ciò che accadde quel giorno, ma per segnare cosa vuol dire essere liberi. Non solo. Ma anche per ricordarsi, e ricordare a chi fa spallucce, che c’era il totalitarismo in Italia e come sia sempre difficile sottrarsi al suo fascino magnetico andando a “cercare la bella morte” come recitava uno slogan di cui erano orgogliosi coloro che entusiasticamente aderirono convinti a quel totalitarismo. Uno slogan che dimostra che la scelta di testimoniare col sacrificio del proprio corpo la fedeltà a una causa non è il marchio né esclusivo né originario di un sistema di fede specifico. Comunque che non nasce in Oriente, ma che, come molte altre cose, anche noi, proprio qui, c’abbiamo messo del nostro.
di David Bidussa, storico sociale delle idee
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domenica 25 aprile 2010
Il giorno della liberazione
sabato 25 aprile 2009
Liberazione
Il 25 aprile del 1945, gli eserciti alleati hanno liberato l'Italia del Nord dall'occupazione dei tedeschi e del regime di Salò. Le grandi città del Nord, Genova, Torino e Milano sono insorte, e i partigiani vi sono entrati. Mussolini, in fuga in divisa tedesca, è stato giustiziato. L'Italia era liberata e la guerra era finita. E' vero che questa liberazione è stata opera degli Alleati, non della guerra partigiana, che è rimasta comunque un fenomeno minoritario. Ma è anche vero che si deve alla lotta partigiana e all'insurrezione dell'aprile 1945 se gli italiani hanno potuto, in qualche maniera, entrare a far parte delle nazioni vincitrici e non semplicemente di quelle vinte. Se hanno lavato la vergogna del giugno 1940, dell'attacco alla Francia moribonda. Non è solo la retorica dei decenni successivi a dirlo, ma la storia di quei giorni. Ho in mente l'immagine della cerimonia della Liberazione a Milano, con il rappresentante del CLN a fianco degli alti ufficiali alleati, che parla in piazza del Duomo e bacia in segno di omaggio la bandiera italiana. Quel 25 aprile avevo quattro mesi, e uscii anch'io dalla clandestinità. Come tanta parte degli italiani, come tutti gli ebrei.
Anna Foa, storica
Anna Foa, storica
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