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mercoledì 18 febbraio 2009

Il partito di plastica


"Ho sempre avuto un'idea della politica come missione civile, che sia un mezzo e non un fine. Lascio con assoluta serenità e senza sbattere la porta. Spero che la mia scelta possa tutelare il partito dalla sindrome del logoramento che c'è stata nelle settimane passate”.


“Non ce l'ho fatta a fare il partito che sognavo io e che sognavano tre milioni di elettori. Ma non chiedete al mio successore risultati subito".


“L'idea dell'Ulivo era la possibilità di cambiare il Paese, cosa che il governo Prodi, che al suo interno aveva due ministri che sarebbero poi diventati presidenti della Repubblica, aveva iniziato a fare. E se l'esperienza di quel governo fosse andato avanti tutto il corso della storia italiana sarebbe stato diverso.”


“La destra ha vinto, il successo del Pdl per noi è difficile da capire. Berlusconi ha vinto una battaglia di egemonia nella società, perché ha avuto i mezzi e la possibilità anche di stravolgere i valori della società stessa, costruendo un sistema di disvalori contro i quali bisogna combattere con coraggio, anche quando il vento è più basso, ma sapendo che se la vela è posizionata nella giusta direzione, prima o poi arriverà il vento alle spalle che spingerà in avanti. Io non ce l’ho fatta e chiedo scusa. Sento di non aver corrisposto alla spinta di innovazione che c'era e di non averlo fatto forse per un riflesso interiore che mi ha portato al tentativo di tenerci uniti”.


Valter Veltroni
Segretario del PD, dimissionario

venerdì 3 ottobre 2008

BarCamp


l'Italia è ancora una democrazia?


Se ne discuterà domani, nel corso della conferenza sulla crisi della (non)democrazia che si apre

proprio con un dibattito che ha questo titolo:



La situazione è grave e i segnali della fuori uscita del nostro paese dalla legalità democratica si susseguono ormai da decenni. Partiamo dagli ultimi. Ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto a Napoli: «E' mia intenzione procedere con un decreto legge su ogni materia che riterrò necessaria, anche imponendo al Parlamento di approvarlo».Attraverso l'abuso della decretazione d'urgenza, i Governi hanno di fatto espropriato il potere legislativo del Parlamento. Nonostante il fatto che la costituzione lo preveda come strumento solo per situazioni eccezionali, nella prassi del nostro paese ha assunto il ruolo di via ordinaria e privilegiata di legislazione. Nella XV legislatura (2006-2008) le leggi di iniziativa governativa sono state l'88% del totale, mentre nella XIV legislatura (2001-2006) il 78%. Non è più il Parlamento a fare le leggi, ma il Governo, con buona pace del principio di divisione dei poteri.Sempre ieri il Consiglio di Stato ha impedito, a tre giorni dal suo svolgimento, un referendum tra i cittadini di Vicenza sulla base militare nell'area dell'aeroporto "Dal Molin", con l'argomentazione secondo cui, essendo la decisione già stata presa e non modificabile dalle autorità locali, il pronunciamento dei cittadini sarebbe inutile.Purtroppo il pronunciamento dei cittadini è sempre più considerato inutile perché trattato come tale dalle istituzioni. Dall'introduzione nell'ordinamento italiano del referendum (avvenuta soltanto nel 1970, con oltre vent'anni di ritardo rispetto all'approvazione della Costituzione che lo prevedeva) all'ultima consultazione referendaria nazionale (2005) sono stati promossi ben 137 referendum; la Corte Costituzionale ne ha bocciati 67 attraverso la creazione di una giurisprudenza ritenuta da molti non coincidente con il dettato costituzionale e a difesa degli interessi costituiti. Su 59 quesiti votati dagli elettori, 42 hanno visto la vittoria del "sì", ma soltanto 19 di questi referendum sono risultati validi, perché 24 non hanno raggiunto il quorum dei votanti previsto dalla legge (50% + 1 degli aventi diritto) a causa di campagne astensioniste condotte dai maggiori partiti politici. Ben 5 referendum vinti sono poi stati traditi dal Parlam! ento con l'approvazione di leggi in contrasto con la volontà espressa dai cittadini.Da mesi il Parlamento non elegge il presidente della Commissione di vigilanza sulla RAI, un organo di garanzia fondamentale previsto dalla legge, e ormai da oltre un anno e mezzo omette di eleggere un giudice della Corte costituzionale, facendo mancare il plenum del giudice supremo, e influendo così indebitamente sulla formazione della volontà della Corte e sul suo corretto funzionamento. Per questo Marco Pannella ha intrapreso un'iniziativa nonviolenta che potrebbe trasformarsi presto in uno sciopero della sete (l'ennesimo sì, come per l'ennesiamo volta è solo nel denunciare l'illegalità delle istituzioni e a cercare di porvi rimedio).Sono solo alcuni esempi di quello che i radicali chiamano "Caso Italia". Un dossier copioso che abbiamo preparato raccogliendo fatti e cifre che testimoniano la negazione in Italia di tutti i fondamentali diritti democratici, e che sarà al centro della conferenza che si apre domani. Una conferenza che non si limiterà a prendere atto dell'illegalità delle istituzioni, ma che raccoglierà anche forze politiche, movimenti, comitati di cittadini, associazioni e singoli che tentano di sperimentare nuovi strumenti di opposizione e partecipazione politica, per riprendersi alcuni spazi di democrazia che ogni giorno ci sottraggono.

E che si confronteranno nel corso del BarCamp "Esperimenti democratici".

mercoledì 17 settembre 2008

BarCamp


Il BarCamp è "una rete internazionale di conferenze create dagli utenti - eventi aperti e partecipativi, i cui contenuti sono prodotti dai partecipanti".

http://barcamp.org/demcamp
Si tratta di un prodotto della cultura libertaria degli hacker e dei programmatori open source, originaria della California ma che ha trovato un florido terreno di espansione grazie al successo degli strumenti partecipativi e di comunicazione informale favoriti da internet. Il carattere aperto, autogestito e collaborativo di questo tipo di eventi ha attratto negli ultimi anni l'attenzione degli appassionati della rete anche in Italia.
Il primo BarCamp è stato organizzato a Palo Alto, in California, il 19 agosto del 2005. Un gruppo di programmatori creò l'attuale sito wiki per organizzare una conferenza in opposizione al Foo Camp, una serie di incontri innovativi promossi da Tim O'Reilly, celebre editore informatico e evangelista delle nuove tecnologie, dove l'agenda e i contenuti della discussione sono decisi dai partecipanti. Al contrario dei Foo camp, dove gli invitati erano selezionati da Tim O'Reilly e la sua cerchia (Foo sta per "Friends Of O'Reilly"), i BarCamp sono nati per consentire la partecipazione di tutti, in aperta critica rispetto all'approccio elitario e chiuso delle conferenze organizzate da O'Reilly.Il nome deriva da Camp, che sta per campeggio (i partecipanti ai Foo Camp e al primo BarCamp potevano campeggiare nei pressi del luogo della conferenza), e da Bar, un termine gergale utilizzato dagli hacker per dare un nome indefinito a un dato, una variabile, una funzione o un comando.Sia i Foo Camp che i BarCamp sono chiamati anche "nonconferenze", in quanto in opposizione alle conferenze tradizionali non è prevista una divisione prestabilita tra relatori e pubblico, i temi non sono predeterminati dagli organizzatori, e la discussione è l'aspetto centrale dell'evento, non un accessorio. Le regole per la tenuta di queste conferenze sono in gran parte ispirate dalle regole della Open Space Technology di Harrison Owen. Questo approccio si basa sull'idea secondo cui rendere il pubblico partecipe di un evento aumenta la creatività e produttività della discussione e consente l'emergere di una maggiore quantità e qualità delle informazioni scambiate. Inoltre, l'approccio aperto e partecipativo si rivela più vantaggioso per affrontare questioni complesse, la cui comprensione non può essere appannaggio di "esperti".I contenuti della discussione vengono proposti in rete nei giorni precedenti e il giorno dell'evento si trasformano in temi scritti su post-it attaccati su una tabella a griglia (in inglese si chiama "The Open Grid"). La giornata è suddivisa per le sale e disposizione e a ogni argomento proposto e relativi relatori viene assegnato un tempo per svolgere al discussione.Sul sito di Radio Radicale potete trovare le registrazioni audiovideo di alcuni barcamp svoltisi in Italia negli ultimi anni.Perché un BarCamp sulla democraziaL'approccio che caratterizza i BarCamp, seppure finora confinato principalmente nel campo informatico, crediamo possa rappresentare un'opportunità interessante per un incontro che si prefigge di affrontare una questione complessa come la crisi della (non)democrazia italiana, e di mettere in rete le esperienze di singoli e movimenti che tentano di contrastarla attraverso forme innovative di partecipazione e lotta politica.Inoltre, l'approccio libertario e aperto del BarCamp crediamo si coniughi bene con il tentativo di promuovere forme di democrazia diretta. Infondo, il nostro BarCamp non è altro che una forma moderna di assemblea di cittadini che vogliono prender parte alla discussione sulla città, usufruire del diritto di parola, e potersi confrontare sui temi di loro interesse.Sono 290 i partecipanti al DemCamp "Esperimenti democratici" che si terrà a Roma, presso la sede dell'Università Popolare, in via IV novembre 157, il prossimo 4 ottobre.http://barcamp.org/demcampSeguendo il modello dei Foo Camp, anche i BarCamp dovrebbero mettere a disposizione dei partecipanti uno spazio per campeggiare. In città come Roma questo non è possibile, e l'alternativa può essere rappresentata dall'ospitalità sui divani messa a disposizione gratuitamente da migliaia di persone tramite il sito couchsurfing.org


Quando
Sabato 4 ottobre 2008

Dove
Università popolare di Roma - Palazzo Englefield, Via Quattro Novembre 157 Nel cuore del centro di Roma, a due passi da piazza Venezia
Come funzionaChiunque può proporre un argomento di discussione aggiungendo più sotto il proprio nome e cognome e il titolo del tema che vuole affrontare nel corso del BarCamp. Chi intende partecipare al BarCamp può nello stesso modo indicare il suo interesse per gli argomenti proposti aggiungendosi tra i partecipanti di quella sessione.La mattina del BarCamp chi ha proposto argomenti di discussione dovrà segnalarlo all'ingresso. Gli organizzatori provvederanno a inserire su una lavagna i vari argomenti assegnando a ciascuno 20 minuti nella scaletta complessiva.I promotori delle sessioni dovranno presentare l'argomento e lasciare sufficiente spazio per la discussione con i partecipanti.

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