La Farnesina convoca i corrispondenti stranieri. Quando un giornale critica l’Italia (o di Berlusconi) intervenga l’ambasciatore
di Valter Vecellio
Bernardo Valli su “Repubblica” di martedì 14 aprile ha scritto un articolo, (“E ‘Le Monde’ scopre che criticare l’Italia non si può”), che avrebbe dovuto provocare qualche reazione; al momento invece niente, e questo è forseancora più significativo di quello che racconta Valli.
In sostanza (chi volesse leggere l’articolo integrale lo può trovare su “Notizie Radicali” del 24 aprile), Valli racconta che il presidente del Consiglio Berlusconi è particolarmente suscettibile e infastidito dalle critiche che gli possono venire da giornali esteri. Questo si sapeva. Si sapeva meno che il fastidio e l’irritazione dell’inquilino di palazzo Chigi si esprimono con “una raffica di proteste dei nostri ambasciatori invitati dal loro ministro a reagire quando i quotidiani stranieri parlano male dell’Italia”.
Se le parole appena lette hanno un senso: il ministro Franco Frattini (o qualcuno comunque autorizzato a farlo) incarica e sollecita gli ambasciatori perché protestino e intervengano quando un giornale straniero pubblica articoli critici. E qui la prima questione: critici nei confronti dell’Italia in quanto tale, o critici nei confronti dell’attuale governo, dell’operato del presidente del Consiglio? E come si può concepire che un ambasciatore protesti perché un giornale liberamente pubblica articoli non graditi? Si badi: sgraditi, non con notizie false che se di questo si tratta c’è la querela, la rettifica, il diritto di replica. Non si conoscono le risposte alle proteste degli ambasciatori, ma nel caso di un giornale serio si possono comunque immaginare.
Per tornare all’articolo di Valli. Si racconta che le reprimende del ministero degli Esteri hanno colpito i britannici “Times” e “Guardian”, lo spagnolo “El Pais”, il tedesco “Spiegel”. Facile supporre che ce ne saranno stati altri. Se ne potrebbe avere la lista completa? Si potrebbe conoscere quali istruzioni sono state impartite alle ambasciate? La reprimenda avviene in forma scritta oppure orale? E nel caso in cui la replica consista in una scrollata di spalle, quale la successiva ritorsione, la disdetta dell’abbonamento? Si sorride, però la questione ha una sua serietà, se è vero che il corrispondente di “Le Monde” Philippe Ridet, assieme a un suo collega del “Wall Street Journal” è stato appositamente convocato alla Farnesina, “invitati a spiegare come vedevano l’Italia, e con quali criteri la raccontavano nelle loro corrispondenze”.
Non si finisce mai di imparare, perché si ignorava che tra i compiti della Farnesina vi sia anche quello di convocare i giornalisti stranieri, e chiedere loro spiegazioni su quello che scrivono. Philippe Ridet ne ha scritto con ironia e garbo su “Le Monde”; ma c’è poco di che sorridere, molto da spiegare.
Per esempio: da quanto tempo va avanti questa pratica? Coincide con l’insediarsi di questo Governo, o era pratica anche dei precedenti? Quali giornalisti sono stati “avvicinati”? Da chi sono stati “avvicinati”? Che cosa si è rimproverato loro esattamente? Quanti sono stati invitati a “giustificarsi” direttamente alla Farnesina?
“L’operazione diplomatica”, scrive Valli, “è destinata ad alimentare la cattiva immagine della nostra democrazia, incapace di sopportare le critiche. E accentua la caricatura del presidente del Consiglio”. Vero, anche se l’imbarbarimento del paese, delle istituzioni, della sua classe politica, lo si ammetterà, viene da molto più lontano; c’è qualcosa di ben altro che la caricatura evocata da Valli; Berlusconi è certamente un demagogo, come tale si comporta, come tutti i demagoghi è pericoloso. Ma è l’ultimo anello di una lunga catena, e il problema è costituito appunto da questa catena, non dal singolo anello. Tra qualche giorno si sarà anche in grado di documentarlo, e c’è da augurarsi che per una volta almeno sia contraddetta la ferrea legge che vuole condannato al silenzio e all’indifferenza ogni cosa che “puzzi” di radicale. Ce lo si augura, ma lo si crede poco. La “peste italiana” ha ammorbato tutti molto più di quanto non si creda.
(Fonte: Notizie Radicali)
mercoledì 15 aprile 2009
martedì 14 aprile 2009
Un monaco tibetano picchiato a morte

Nel Tibet occupato, la polizia cinese ha picchiato a morte un monaco e continua ad arrestare molti tibetani per stroncare ogni minima protesta. Fonti locali hanno raccontato al Tibetan Centre for Human Rights and Democracy che il 25 marzo Phuntsok Rabten, 27 anni (nella foto), del monastero nella contea di Drango, prefettura di Kardze, ha distribuito volantini invitando i contadini a non coltivare la terra per protesta contro la persecuzione cinese e a pregare per i tibetani uccisi nelle proteste del 2008. All’arrivo della polizia è fuggito, ma lo hanno preso e picchiato fino ad ucciderlo sul posto. Poi hanno gettato il corpo in un burrone, per nasconderlo. Ma i monaci hanno recuperato il corpo e lo hanno portato alla polizia per fare una denuncia, che la polizia non ha voluto ricevere. Le autorità parlano di suicidio o di caduta accidentale da un motociclo.Sempre il 25 marzo la polizia ha arrestato due monaci del monastero Minyak, nel Drango, che avevano invitato i contadini a non coltivare la terra in ottemperanza alla campagna di disobbedienza civile in atto nel Tibet orientale. Due giorni dopo la polizia ha arrestato circa venti contadini che protestavano e ne ha picchiati con violenza altri undici, ricoverati in ospedale in seguito alle ferite. Il 20 marzo, oltre cento persone tra funzionari di pubblica sicurezza e militari sono entrati nel villaggio di Kara e, setacciando casa per casa, hanno costretto i contadini a recarsi a lavorare nei campi. La protesta, ormai ampiamente diffusa, prosegue in altre zone della prefettura di Kardze. Sui muri delle case sono stati affissi numerosi manifesti nei quali si chiede ai contadini di astenersi dal lavorare la terra a causa della brutalità dell’occupazione. Le autorità cinesi minacciano “gravi provvedimenti”, inclusa la confisca dei terreni, nei confronti di quanti incroceranno le braccia in segno di protesta.Il 30 marzo, centro governativo China Tibetology Research ha pubblicato un ampio resoconto sui “grandi progressi economici ottenuti in Tibet in cinquant’anni di dominazione cinese”. Lo scritto rigetta le accuse internazionali di genocidio culturale contro la popolazione tibetana e afferma che i tibetani sono ancora “la schiacciante maggioranza nella regione” e che nella zona il tibetano è insegnato nelle scuole. Il rapporto non parla di arresti e detenzioni.Ma il governo tibetano in esilio accusa il rapporto di mistificazione. Osserva che le principali città sono dominate dai migranti di etnia Han e che la gran parte degli Han non compaiono nelle statistiche ufficiali perché non hanno permesso di residenza.
Dharamsala, 31 marzo 2009. (AsiaNews/RFA)
lunedì 13 aprile 2009
Pasqua
Come nella maggior parte degli anni, Pesach coincide con la Pasqua cristiana. Le due Pasque, quella di liberazione e quella di resurrezione, si sovrappongono. Nei commenti di teologi e rabbini, di cristiani e di ebrei, questa coincidenza risuona come un caldo auspicio di convivenza e di reciproco rispetto. Solo i lefebvriani insistono, imperterriti, a pregare per la conversione degli ebrei nel loro rito del Venerdì santo, e non secondo la formula compromissoria, pur molto spiaciuta al mondo ebraico, elaborata da Benedetto XVI, ma proprio secondo la vecchia formula della liturgia preconciliare. E ribadiscono, via internet, che tutti gli ebrei restano deicidi finché non prendono il battesimo. Formule già pronunciate tali e quali, sia pur ancora con quel “perfidi giudei” eliminato nel 1959 da Giovanni XXIII, nei secoli in cui il diritto canonico proibiva agli ebrei, in quanto assassini di Cristo, di uscire di casa e di mostrarsi nelle strade durante la settimana santa. Di questa tradizione tanto radicata nella nostra storia restano ora solo tracce in alcune processioni popolari del Venerdì Santo, che i turisti si recano ad ammirare senza coglierne ormai più il senso antigiudaico. Il concilio ha spazzato via tutto questo, credo proprio senza possibilità di ritorno. Eppure, quando leggo che un lefebvriano ha pregato il Venerdì santo per la mia conversione, mi coglie un brivido: “Ma come si permette?”.
Anna Foa, storica
Anna Foa, storica
sabato 11 aprile 2009
Barack Obama: il messaggio del sabato
lunedì 6 aprile 2009
Barbarie
La ragazza di diciassette anni frustata pubblicamente in Pakistan perché in compagnia di un uomo che non era suo marito è solo l'ennesimo caso, particolarmente violento, di una discriminazione e di una subordinazione che nei paesi islamici colpisce le donne, tutte le donne in quanto tali. Intanto, in maniera meno cruenta ma altrettanto forte simbolicamente, i giornali ultaortodossi israeliani cancellano dalle foto ufficiali del governo le immagini delle due ministre. Per gli ebrei ultraortodossi, fare il ministro è cosa contraria alla decenza e alla modestia delle donne. Per fortuna, gli ultraortodossi non hanno il potere di fare di più. Solo nel mondo occidentale le donne godono di parità di diritti con gli uomini, ed anche questa parità è in fondo assai recente. Potrebbe anche non durare un altro secolo, potremmo essere ributtati indietro, in un mondo dove comandano gli uomini e le donne non possono nemmeno andare a scuola. Pensiamoci, non smettiamo di pensarci, di appoggiare le donne obbbligate a portare il velo, a rinunciare allo studio, ed anche ad essere cancellate dalle fotografie, cosa che ci sembra talmente ridicola da non farci nemmeno indignare: folklore! Certo, ad essere cancellata è un'immagine, ma quest'immagine rappresenta una persona, viva, che pensa, che lavora, che esiste come persona. Cancellarla dalla foto vuol dire volerla cancellare dalla realtà.
Anna Foa, storica
Anna Foa, storica
domenica 5 aprile 2009
Milano capitale dell'Europa
I movimenti di estrema destra di tutta Europa si sono dati appuntamento oggi a Milano. Il Sindaco ha dichiarato che non si può proibire una manifestazione in nome della difesa della libertà. Concordo. Ma non è sufficiente ed è una posizione gattopardesca.
Il problema è che di fronte a chi ha una nostalgia del nazismo la difesa astratta del diritto di parola non rappresenta niente. Occorrono parole diverse che entrino nel merito dei valori e che esprimano altri valori, opposti. Ma quelle parole sono mancate. Pensare di risolvere il problema limitandosi a fare il regolatore del traffico è ridicolo.
Qualcun altro ha protestato chiedendo che il Sindaco intervenisse in nome di Milano Città medaglia d’oro della Resistenza. In merito a questo il Sindaco non ha risposto. Forse, essendo Milano la città dove sono i nati di Fasci di combattimento, deve aver pensato che questa occasione era una buona opportunità per ricordare “Milano capitale dell’Europa”.
David Bidussa, storico sociale delle idee
Il problema è che di fronte a chi ha una nostalgia del nazismo la difesa astratta del diritto di parola non rappresenta niente. Occorrono parole diverse che entrino nel merito dei valori e che esprimano altri valori, opposti. Ma quelle parole sono mancate. Pensare di risolvere il problema limitandosi a fare il regolatore del traffico è ridicolo.
Qualcun altro ha protestato chiedendo che il Sindaco intervenisse in nome di Milano Città medaglia d’oro della Resistenza. In merito a questo il Sindaco non ha risposto. Forse, essendo Milano la città dove sono i nati di Fasci di combattimento, deve aver pensato che questa occasione era una buona opportunità per ricordare “Milano capitale dell’Europa”.
David Bidussa, storico sociale delle idee
venerdì 3 aprile 2009
Una prima vittoria
Manifestazione Radicale sulla legge 40 quando il Ministro della Salute era Livia Turco
(14 febbraio 2008)
Parziale incostituzionalità Legge 40
La Corte costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittima la legge 40 sulla procreazione assistita. L'Alta Corte ha, infatti, ieri dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell'art. 14 comma 2 della legge 19 febbraio 2004, limitatamente alla parte in cui si parla di “un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre”. “La Corte ha altresì dichiarato l'illegittimità costituzionale del comma 3 del medesimo articolato nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, come previsto in tale norma, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna”. Questa decisione è una, seppur parziale, vittoria per le migliaia di coppie e per le associazioni che si sono battute in queste anni, con noi, per ristabilire almeno i principi costituzionali disattesi dal legislotore nella legge sulla fecondazione assistita. Ecc! o alcune dichiarazioni dei dirigenti radicali dell’Associazione Luca Coscioni. Per continuare la nostra battaglia, occorre il contributo di tutti. Per fare una donazione www.lucacoscioni.it/contributo
Dai casi individuali, duro colpo a Legge 40. Ora lottiamo per la libertà di ricerca
Dichiarazione di Marco Cappato e Rocco Berardo, segretario e tesoriere Associazione Luca Coscioni: I casi individuali arrivati alla Corte Costituzionale hanno dimostrato quanto piena di ideologia sia stata la stesura della legge “italiana” sulla fecondazione assistita. I casi individuali di donne che hanno dovuto sopportare sul loro corpo l’ideologia di una legge tanto proibizionista hanno consentito il secondo colpo, dopo quello del TAR sulla diagnosi preimpianto, a questa legge. La pentola clericale della legge 40 è stata fatta senza il coperchio costituzionale. Ora è urgente riuscire a imprimere una svolta anche sulla questione centrale per milioni di malati: quella di destinare le migliaia di embrioni sovrannumerari, invece che nella spazzatura, alla ricerca.
Riconosciuto che la legge era sbagliata e punitiva. Se ne prenda finalmente atto e si vari una legge come negli altri paesi europoei che aiuti le coppie e non le discrimini
Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni, co-presidente Associazione Luca Coscioni, deputata radicale: Dalla Corte Costituzionale arriva un segnale inequivocabile e importante.
Una volta tanto hanno fatto onore al loro compito e alla loro funzione di custodi e garanti della Costituzione, nella forma e nella sostanza. Come radicali e associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca avevamo sostenuto fin dal primo momento che la legge 40 sulla cosiddetta procreazione assistita viola il diritto alla salute, alla libertà di cura, all’eguaglianza, così come stabilito dalla Costituzione e come avevano voluto i padri costituenti. La Corte Costituzionale ora ci dà ragione. Sono però dovuti trascorrere quasi cinque anni. Nel frattempo abbiamo dovuto assistere all’ipocrita difesa di una legge sbagliata e punitiva da parte di esponenti della maggioranza la cui unica preoccupazione evidentemente è quella di aderire acriticamente ai desideri e ai voleri della gerarchia vaticana. Non più di qualche giorno fa la sottosegretaria Eugenia Roccella ha avuto l’im! prontitudine di sostenere che la legge 40 funzionava e dava risultati positivi. Li vediamo tutti i giorni: da quando questa legge è in vigore sono aumentati i viaggi di coppie composte da persone con malattie genetiche o donne sterili che non se la sentono di sottoporsi a veri e propri bombardamenti ormonali a rischio della salute, producendo decine di ovuli che non verranno fecondati perché la legge prevede un massimo di tre e vieta il congelamento degli embrioni. Viaggi sempre più numerosi, proliferazione di centri all’estero: dalle mille richieste del 2001 alle oltre quattromila del 2006. Lo scorso anno in una sola clinica di Barcellona si sono ricoverate oltre mille donne. Una campagna violenta e arrogante in questi anni ha cercato di far credere che gli oppositori di questa legge sono fautori di una sorta di eugenetica alla ricerca del figlio perfetto, su misura. Si tratta “semplicemente”, come nel caso di portatori sani di atrofia muscolare s! pinale, di coppie che spesso chiedono che il loro figlio abbia una s peranza. Sono persone che vanno comprese e aiutate, e non punite e colpevolizzate come ora accade.
Associazione Luca Coscioni
per la libertà di ricerca scientifica
Tel: +390668979286Fax: +390668805396
Iscriviti o fai una piccola donazione
http://www.lucacoscioni.it/contributo
******************
******************
Dona il 5X1000 all'Associazione Coscioni
scrivi il codice 97283890586 nel riquadro
"Sostegno del volontariato e delle altre associazioni non lucrative di utilità sociale,
delle associazioni promozione sociale"
******************
Iscriviti a:
Post (Atom)
