sabato 7 maggio 2011

BIN LADEN: NESSUNO TOCCHI CAINO, NON CONDIVISIBILI LE PAROLE DI OBAMA

“Sull’uccisione di Osama Bin Laden sappiamo troppo poco per dire se sia stata una ‘esecuzione extra-giudiziaria’ oppure un atto di ‘legittima difesa’,” ha dichiarato il Segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia. “Per questo – continua D’Elia – condivido la richiesta dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navanethem Pillay, di ‘una piena e accurata spiegazione dei fatti’.”
“In ogni caso, non può essere condivisa l’espressione di Obama ‘giustizia è fatta’, perché – spiega D’Elia – in uno Stato di Diritto il modo di ‘fare giustizia’, pur nella concezione biblica dell’occhio per occhio il cui richiamo è ancora forte in America, è rigorosamente disciplinato dalla legge, che prevede un regolare processo in un’aula di tribunale.” “Meno che mai – conclude il Segretario di Nessuno tocchi Caino – potrebbero essere condivise le parole di Obama nel caso in cui nella morte di Osama si sia trattato di una applicazione sommaria della legge del taglione così in voga nei regimi arabi e tra gli integralisti islamici.” (Fonti: NtC, 06/05/2011)

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NESSUNO TOCCHI CAINO

lunedì 2 maggio 2011

Ucciso Osam Bin Laden


Festeggiamenti a New York dopo l'annuncio della morte di Osama Bin Laden.
Polemiche sulla sepoltura in mare.
Il Presidente Usa parla dopo l'uccisione di Bin Laden: "Dopo la sua morte il mondo è un posto migliore. Non c'è niente che non possiamo fare"
 Leggi la corrispondenza di Stefano Vaccara su Notizie Radicali

martedì 26 aprile 2011

FREE THE PANCHEN LAMA

Gedhun Choekyi Nyima
(age 6) in 1995
Gedhun Choekyi Nyima was 6 years old in 1995 when he was recognized by His Holiness the Dalai Lama as the 11th reincarnation of the Panchen Lama, one of Tibet most important religious leaders.
He was born on April 25, 1989 in central Tibet. As soon as he was recognized as the 11th Panchen Lama, Chinese authorities took him and his family into custody. Few other people, particularly Chartral Rinpoche, the head of the search party was arrested and sentenced for leaking his information to the Dalai Lama.
The Chinese government asserted its political motive into the reincarnation search by installing another young boy, Gyaiancain Norbu as the 11th Panchen Lama. The replacement was kept in Beijing and recently given a political title in the Chinese government, equivalent to that of a member of parliament or congressmen. He was routinely asked to make propaganda statement for the Chinese government.
For the last sixteen years, concerned people and human rights entities all over the world have urged the Chinese government to release the Panchen Lama to no avail. The whereabouts and wellbeing of the Panchen Lama, Gedhun Choekyi Nyima is a serious concern and the Chinese government should heed the call of devotees and supporters for his immediate release.
 
Take Action: Send a Letter to Yang Jiechi, China's Minister of Foreign Affairs and Zhu Weiqun, Vice-Minister of the United Front Work Department (and China's spokesperson on Tibetan affairs).

giovedì 7 aprile 2011

Oltre la destra e la sinistra. Provocatoria attualità di Anthony Giddens

di Francesco Pullia


A diciassette anni dalla pubblicazione “Oltre la destra e la sinistra” di Anthony Giddens, ristampato in questi giorni da Il Mulino, con prefazione di Michele Salvati, mantiene intatta la sua attualità. Anzi, si conferma un libro di grande lucidità.


Originariamente concepito come una critica al materialismo storico e alla sue disastrose applicazioni in ambito statale (e non solo), a partire dall’insostenibilità di quello che l’autore definisce come modello cibernetico, cioè della concezione (totalitaria), tipica del socialismo, secondo cui “un sistema può essere organizzato nel modo migliore se lo si assoggetta ad un’intelligenza direttiva”, lo studio ha poi, via via, esteso la propria indagine caratterizzandosi come un’analisi dei modi in cui si articola la politica nella tarda modernità, degli spazi da occupare, delle tematiche che, a discapito di quelle tradizionali, hanno finito per prevalere e porsi come urgenti, prima tra tutte quella ambientale.

Giddens mostra quanto sia di fatto vetusta e improponibile la contrapposizione tra destra conservatrice e sinistra progressista entro cui è stata ingabbiato il pensiero soprattutto nel secolo scorso operando, a suo modo, una sorta di decostruzione della categorie politiche tradizionali.

Cosa è di destra e cosa di sinistra in un’epoca come la nostra in cui si è chiamati a riorganizzare le condizioni di vita sia individuali che collettive? Il mondo di oggi vive più che mai in una transitorietà che richiede, per usare un ossimoro usato all’autore, il coraggio di un realismo utopico che tenga conto, ad esempio, della riflessività sociale, cioè della capacità di filtrare, in virtù delle nuove forme di comunicazione, ogni genere di informazione, della globalizzazione, intesa non solo come un fenomeno economico ma come disancoraggio culturale da usi e costumi della tradizione, di una democrazia che corregga i suoi limiti ed estenda le proprie potenzialità in un’ottica tanto estremamente liberale quanto nonviolenta, partecipativa, dialogica, della ritessitura di solidarietà spezzate, non più come riproposizione del sistema assistenzialistico cui siamo stati abituati, come elargizione cioè dall’alto verso il basso, ma, piuttosto, come autonomia dell’azione individuale nella consapevolezza del nostro essere interdipendenti.

In altri termini, con la caduta dei blocchi (anche se ancora si attende lo sgretolamento di qualche muraglia…) e delle (sanguinarie) infatuazioni ideologiche, si rende necessario avviare un percorso che prenda avvio da quella che Giddens definisce come fiducia attiva, cioè dall’oltrepassamento di posizioni assiomatiche prestabilite.


Le stesse tematiche etiche, le risposte alle questioni che rimandano ai diritti civili, a scelte esistenziali, a pronunciamenti su abitudini e comportamenti da modificare attestano l’inaffidabilità di mascherarsi e trincerarsi dietro categorie convenzionali in un mondo abitato da molti altri, in cui nessuna certezza può essere imposta ad alcuno e in cui, paradossalmente, non vi è più nessun altro.

Ed ecco, allora, l’affacciarsi, in questo scenario, di una nuova etica che implichi anche il rispetto delle forze e degli esseri non umani, presenti e futuri. La via prospettata da Giddens, foriera d’interessanti implicazioni, se percorsa fino in fondo incontra le tracce disseminate da Jacques Derrida. Un nuovo pensiero si è dischiuso.


(Fonte: Notizie Radicali)